TEATRO DELLE ARTI

Dio Ride

DRAMMATICO

Dio Ride
giovedì 29 ottobre alle ore 15:00 introdotto dalla prof.ssa Cristina Boracchi, alle ore 21:00 introdotto e commentato da Gabriele Lingiardi
Regia: Giovanni Veronesi

Con: Pierfrancesco Favino Silvio Orlando Alma Noce Francesco Gheghi Maurizio Lombardi Paolo Rossi Carlo Cecchi

Orari programmazione
Cinema Teatro delle Arti
via Don Minzoni 5, Gallarate VA 21013 | 0331 791382
  • giovedì 29 ott. - ore 15:00 | CINEARTIFORUM 2026 III
  • giovedì 29 ott. - ore 21:00 | CINEARTIFORUM 2026 III
  • venerdì 30 ott. - ore 19:00 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • sabato 31 ott. - ore 18:30 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • sabato 31 ott. - ore 20:45 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • domenica 01 nov. - ore 16:00 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • domenica 01 nov. - ore 18:15 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • domenica 01 nov. - ore 20:30 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • lunedì 02 nov. - ore 20:30 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE
  • martedì 03 nov. - ore 20:30 | PROGRAMMAZIONE SETTIMANALE

Guarda il video di presentazione

Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è
Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta
il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un
Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde
di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a
seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di
quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide
di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello
che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere
in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo
sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio
prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce
ha lasciato negli altri.