TEATRO DELLE ARTI

IL MALATO IMMAGINARIO

A TEATRO

IL MALATO IMMAGINARIO
Molière
Regia: Marco Bernardi
Con: Teatro Stabile di Bolzano con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani e Carlo Simoni


La storia di Argante, malato immaginario del titolo, padre di una bella figlia, marito di una donna avida e fedifraga e vittima di uno sciame di dottori salassatori e ciarlatani, fu rappresentata la prima volta il 10 febbraio 1673: una settimana prima della morte di Molière. E' ritenuto uno dei capolavori assoluti del grande commediografo francese, accanto al Tartufo ed al Misantropo. Un testo e un personaggio, quello di Argante, con il quale si sono misurati registi ed attori importanti come De Lullo con Romolo Valli, la Shammah con Franco Parenti e Lassalle con Giulio Bosetti.
Ora lo Stabile di Bolzano rilegge questa farsa in tre atti per l'interpretazione di Paolo Bonacelli nel ruolo dell'ipocondriaco mattatore, sospeso tra letto e bagno nella sua ovattata dimora trasformata in una sorta di ospedale. Al suo fianco, Patrizia Milani e Carlo Simoni. Il regista Marco Bernardi ha ritenuto quanto mai interessante riproporre oggi una commedia colma di vivaci spunti comici, ma che al contempo ci racconta la storia di un uomo che ha smarrito nelle delusioni della vita la fiducia in se stesso e nei propri simili, oltre alla voglia di vivere.
Proprio la contrapposizione di questi due aspetti fa del Malato immaginario un'opera di straordina-ria ricchezza e un lancinante documento della condizione interiore di Molière nel suo ultimo anno di vita. La storia del Malato immaginario che, probabilmente, ha più paura di vivere che di morire è il testamento che Molière ci lascia e lo fa da par suo, con gli intrighi di sempre, naufragato e nasco-sto nella beffa e nel riso, nel gioco di prestigio tra realtà e finzione, o meglio tra finzione e finzione della finzione, che è l'amara filosofia di tutto il suo teatro.